OCCHIALI FABÒOR, NUOVO PROGETTO NAMING - Suuing

OCCHIALI FABÒOR, NUOVO PROGETTO NAMING

24 Gen 2020 - Brand identity, Copywriting, Naming, Social Media Strategy

OCCHIALI FABÒOR, NUOVO PROGETTO NAMING

In un progetto di identità del marchio, quando lavoriamo con una start up il naming è un passaggio obbligato. Il nome di un’azienda, di un marchio o di un prodotto è la base su cui strutturare il progetto: proprio come quando nasce un bambino, la prima cosa che dobbiamo fare è dargli un nome e quindi una sorta di destino.

Il naming è una fase creativa che ci permette di “inventare” un nome, che all’inizio è suono e segno grafico, poi diventerà logo e poi, con la comunicazione, un contenitore di immagini e valori che rappresenteranno l’azienda o il brand. Proprio così è successo per la nascita del nuovo marchio “Fabòor”. 


Come si crea un naming?

All’inizio il nome Fabòor non c’era. Esistevano “solo” l’azienda produttrice, un occhiale in alluminio con caratteristiche uniche, forti valori alla base del progetto. Per passare all’azione, è stato necessario conoscere molto bene il prodotto che il brand doveva rappresentare e vestire i panni del cliente, per far nostri i suoi obiettivi. L’analisi si è poi spostata sui nomi dei concorrenti e sulla conoscenza del mercato internazionale dell’occhiale. Conoscere infatti i nomi dei marchi appartenente a una categoria merceologica permette di escludere alcune proposte, sia dal punto di vista fonetico che grafico.

La fase creativa del naming

Come in ogni progetto di naming, esiste una prima fase creativa che non ha limiti, ma ha percorsi strani e libere associazioni d’idee. Così, dopo aver analizzato valori e contenuti del prodotto, siamo partiti da alcune parole chiave riconosciute e le abbiamo sviluppate durante il brain storming. Leggerezza, alluminio, biodegradabile, artigiano sono alcuni dei concetti che ci hanno guidato nella mappatura di questo viaggio.

Le caratteristiche del naming

Una volta individuata una rosa di nomi, abbiamo tenuto in considerazione alcune caratteristiche interessanti per noi: il fatto di essere un nome memorabilefacile da pronunciare e gradevoleevocativo. Per dare al progetto la possibilità di evolversi nel tempo e di non rimanere legato solo a un aspetto funzionale del prodotto, abbiamo escluso a priori un nome descrittivo, magari legato all’alluminio o alla categoria occhiale. Da qui ci siamo addentrati nel fantastico mondo della tutela della proprietà intellettuale, scandagliando i domini esistenti e i marchi registrati.

Con un enorme lavoro di scrematura e di rinuncia, ci siamo avvicinati sempre di più alla proposta finale, “Fabòor” appunto. Una volta che il nome è stato approvato dal cliente, abbiamo iniziato ad arricchirlo di una veste grafica.

Lo studio del logo ha dato struttura a un suono, riportandolo all’interno di un universo di immagini e di sensazioni che la comunicazione rafforzerà nel tempo.

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